Cellule sane in corpo sano

L'ubichinolo è utile nel trattamento con statine

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Mercoledì, 15 Aprile 2015 15:38
Un regime alimentare ricco di grassi può aumentare il tasso di colesterolo. Le persone a cui sono state prescritte statine devono parallelamente garantire un apporto sufficiente di ubichinolo
Un regime alimentare ricco di grassi può aumentare il tasso di colesterolo. Le persone a cui sono state prescritte statine devono parallelamente garantire un apporto sufficiente di ubichinolo

Integratori alimentari contro gli effetti secondari

Molte persone assumono farmaci chiamati statine per ridurre un tasso di colesterolo troppo elevato nel sangue. Questi "riduttori dei livelli di grassi" possono inibire la formazione di colesterolo "cattivo" nel fegato impedendo il funzionamento dell'enzima necessario per la produzione di colesterolo. Ciò permette alle cellule epatiche di assorbire e metabolizzare una maggiore quantità di colesterolo presente nel sangue. Un tasso troppo elevato di LDL, il "colesterolo cattivo", nel sangue favorisce le malattie cardiovascolari come l'arteriosclerosi.


Le statine non impediscono soltanto la formazione di colesterolo
Un trattamento permanente a base di statine determina anche una carenza di ubichinolo. In effetti, l'ubichinolo è una sostanza fisiologica prodotta dal corpo umano e, sfortunatamente, le vie di sintesi del colesterolo utilizzano passaggi comuni alla produzione naturale di ubichinolo da parte dell'organismo. Le statine quindi non inibiscono soltanto la formazione del colesterolo nocivo, ma anche quella dell'indispensabile ubichinolo.

 

Perché il corpo ha bisogno di ubichinolo?
Il coenzima Q10 è come una vitamina per le cellule. Normalmente, viene regolarmente trasformato dall'organismo nella sua forma attiva, l'ubichinolo, che svolge un ruolo importante nella produzione di energia a livello cellulare. La quantità di energia generata dipende essenzialmente dalla quantità di ubichinolo presente nelle cellule. I muscoli e gli organi, in particolare il cervello e il cuore, consumano molta energia e presentano quindi un notevole fabbisogno di riserve energetiche per preservare le loro prestazioni. Con l'età, a partire dai 40 anni circa, i livelli di ubichinolo diminuiscono. Di conseguenza, il corpo diventa meno efficiente, si stanca più rapidamente e le cellule sono meno protette contro l'invecchiamento. In caso di uso di statine, il blocco della produzione di ubichinolo può facilmente e rapidamente generare una carenza di questo nutriente.

 

La terapia a base di statine può produrre effetti secondari
Numerosi pazienti in trattamento con statine si lamentano di effetti secondari inabilitanti nella vita quotidiana, quali stanchezza, calo del tono, dolori e crampi muscolari. Questi stessi effetti secondari vengono osservati anche in caso di carenza di ubichinolo. Alcuni studi hanno mostrato che il tasso di ubichinolo nel sangue diminuisce del 25-50% dopo un trattamento con statine.


Appare quindi evidente che una supplementazione di ubichinolo allevierà gli effetti secondari di una terapia a base di statine. La dose necessaria dipende molto dal singolo caso. Generalmente si ottengono buoni risultati con 100 mg al giorno. È molto importante sottolineare che l'ubichinolo è una sostanza assolutamente naturale ottenuta dalla fermentazione dei lieviti. Questa forma di supplementazione alimentare è riconosciuta come un metodo terapeutico sicuro e privo di effetti secondari.

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