Cellule sane in corpo sano

Nuove possibilità nel trattamento con statine

Scritto da 
Giovedì, 16 Aprile 2015 09:18
La Dottoressa Jaeger raccomanda l'ubichinolo come complemento terapeutico
La Dottoressa Jaeger raccomanda l'ubichinolo come complemento terapeutico

La Dottoressa Beate R. Jaeger è internista e clinico in un laboratorio medico. Lavora a Essen/Mülheim ed è dal 1993 uno dei pionieri nell'uso del coenzima Q10 e dell'ubichinolo come complemento terapeutico nel trattamento dei suoi pazienti, area nella quale ha accumulato un'esperienza di quasi 20 anni. La Dottoressa Jaeger è anche un membro attivo della DGFF, la Società tedesca per la lotta contro la dislipidemia (disturbi del metabolismo dei grassi) e le sue conseguenze patologiche (Lipid-Liga). Questa associazione indipendente ha un'elevata competenza nel campo del metabolismo dei grassi e dell'arteriosclerosi. Nell'intervista riportata di seguito, la Dottoressa Jaeger illustra e documenta la sua esperienza nel trattamento dei pazienti.


Dottoressa, lei tratta quotidianamente i suoi pazienti con statine. Quali sono le sue osservazioni personali sulla tolleranza e sugli effetti secondari di questi farmaci?
BJ: A mio avviso, le statine rappresentano attualmente la terapia a lungo termine più efficace per il colesterolo. Nella sola Germania, più di quattro milioni di persone sono in trattamento con statine. Allo stesso tempo, nella mia attività constato sempre che alcuni pazienti si lamentano di effetti secondari quali disturbi muscolari e stanchezza, che incidono notevolmente sulla loro vita quotidiana. Inoltre, prima di qualsiasi prescrizione, è necessario esaminare lo stato generale del paziente e conoscere le eventuali altre malattie di cui soffre.


Ciò significa che alcuni pazienti corrono un rischio più elevato quando prendono statine?
BJ: Sì. Alcuni pazienti devono essere monitorati con particolare attenzione a causa delle loro patologie pregresse, per esempio arteriosclerosi, malattie coronariche, disturbi della circolazione periferica, un muscolo cardiaco indebolito, diabete, un precedente infarto. In questi casi, verifico sempre i livelli di ubichinolo (coenzima Q10 totale) nel sangue.


Perché i livelli di ubichinolo (coenzima Q10 totale) svolgono un ruolo importante?
BJ: L'ubichinolo è una sostanza liposolubile simile alle vitamine, che fornisce a ogni cellula l'energia necessaria per il buon funzionamento del corpo umano. Un esempio: il muscolo cardiaco consuma continuamente un'elevata quantità di energia per pompare il sangue e inviarlo in tutti i tessuti del corpo e in questo caso la carenza di ubichinolo può aggravare notevolmente la patologia. 


In che misura le risorse dell'organismo sono influenzate dalle statine?
BJ: Le statine bloccano la sintesi del colesterolo nell'organismo, ma questo processo di sintesi multistadio è identico a quello coinvolto nella produzione di ubichinolo all'interno del corpo. Di conseguenza, la sintesi naturale di ubichinolo nel corpo viene inibita. Ora, i primi segni di stanchezza generalizzata e di calo delle forze si manifestano quando il corpo non ha più a disposizione una quantità sufficiente di ubichinolo. Una carenza di ubichinolo può anche determinare la comparsa delle varie manifestazioni dei disturbi muscolari, quali tremori, crampi e dolori. In questi casi, è un vantaggio che l'ubichinolo, oltre a essere fabbricato dall'organismo, possa anche essere disponibile per via orale come integratore alimentare.


Ciò significa che i pazienti trattati con statine devono provvedere alla supplementazione di ubichinolo per prevenire una carenza di questo nutriente e quindi la comparsa di effetti secondari?
BJ: In effetti, è una possibilità. È per questo motivo che raccomando una supplementazione con ubichinolo, la forma biologicamente attiva e a maggiore biodisponibilità del coenzima Q10. A causa della sua struttura biochimica, l'ubichinolo non ha bisogno di essere trasformato nell'organismo. Per tale motivo, è più assimilabile ed è attivo più rapidamente rispetto al coenzima Q10 classico. Nella mia attività, ho potuto constatare che oltre l'80% dei pazienti che prendono una dose di 100 mg di ubichinolo al giorno riferiscono un miglioramento del loro stato dopo una settimana. Tra i primi cento pazienti che ho trattato con ubichinolo a causa di miopatie gravi, sessanta pazienti hanno chiaramente ricavato benefici da questa sostanza, in particolare per quanto riguarda le prestazioni sportive. Altri venti pazienti hanno smesso di soffrire di dolori muscolari, nove non hanno avvertito alcun cambiamento nel loro stato e un paziente ha riportato intolleranza al prodotto. Altri dieci hanno constatato un leggero miglioramento dei sintomi. Secondo me sono risultati estremamente promettenti. 


Con quale dosaggio è possibile aspettarsi i risultati migliori?
BJ: Naturalmente, è una questione individuale. Come regola generale, si ottengono buoni risultati con una dose di 100 mg al giorno. È importante precisare che l'ubichinolo è una sostanza completamente naturale ottenuta dalla fermentazione dei lieviti. Questa forma di supplementazione alimentare è considerata una terapia sicura e priva di effetti secondari.


È quindi ipotizzabile la fabbricazione di una combinazione di questa sostanza associata alle statine. Perché questo prodotto non esiste sul mercato?
BJ: Potremmo quasi dire che si tratta di un problema di forma. Negli ultimi 20 anni, varie migliaia di pazienti sono stati trattati con statine nell'ambito di studi scientifici, ma nessun gruppo di controllo statine-coenzima Q10 è stato integrato in tali studi. Non esistono quindi valori comparativi ufficiali provenienti da uno studio specifico. Nessun preparato combinato sarà autorizzato sul mercato, perlomeno in Germania, finché non sarà disponibile un'ampia base di ricerche scientifiche.


Personalmente, lei cosa consiglia?  
BJ: Io consiglio a ogni paziente in trattamento con statine di far analizzare i suoi livelli ematici di coenzima Q10 totale e gli faccio notare la potenziale utilità dell'assunzione di ubichinolo. Il dosaggio dovrebbe essere stabilito e verificato regolarmente d'intesa con il medico curante. Spesso è talmente semplice evitare gli effetti secondari indesiderati e ridurre al minimo i rischi. Molte volte è semplicemente una questione di mancanza di conoscenza dell'interazione con i livelli di coenzima Q10 totale. Anche le farmacie hanno un ruolo importante da svolgere: nel fornire consigli ai propri clienti, possono spiegare il legame tra gli effetti secondari di una terapia basata sulle statine e la carenza di ubichinolo, facendo in modo che i pazienti prendano coscienza di questo problema. Intanto, si sta verificando una reazione anche da parte del mercato farmaceutico, che propone prodotti mirati da somministrare in aggiunta alla terapia con statine.

Letto 661 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)